procrastinare o sfidarsi
L’Incertezza Ti Porta A Procrastinare O A Sfidarti? La Scelta Che Definisce Chi Sei

Quando sei incerta sul da farsi, che fai?

Tendi a procrastinare o a sfidarti?

È una domanda semplice, ma la risposta rivela molto su come ti relazieni con la vita, con le tue paure e, soprattutto, con te stessa.

Due stati d’animo che si alternano

Certezza e incertezza sono due stati d’animo che si mescolano continuamente quando sei di fronte a una scelta di vita. E la vita, instancabile maestra, ce ne pone davanti ogni giorno.

Questo naturale avvicendamento non è un errore o un problema. È esattamente ciò che ti fa crescere personalmente, ti spinge a ricercare un nuovo equilibrio, ad allargare la tua zona di comfort.

Ma ecco la chiave: questi due stati d’animo sono percezioni proprie, soggettive. Non è detto che corrispondano per forza alla realtà oggettiva esterna.

Esempio concreto

Puoi sentirti terribilmente incerta riguardo a un cambio di carriera, mentre oggettivamente hai tutte le competenze necessarie, i contatti giusti e le risorse economiche per sostenerti. La tua incertezza non riflette la realtà, riflette la tua relazione con quella realtà.

Le due paure che governano le nostre scelte

Certezza e incertezza portano con sé una paura. Anzi, due paure opposte che spesso non riconosciamo:

Paura di fallire – Cosa mi accadrà se sbaglio? Se perdo tutto? Se mi giudicano? Se dimostro di non essere all’altezza?

Paura del successo – Cosa succederà se ce la faccio davvero? Chi dovrò diventare? Quali responsabilità arriveranno? Cosa si nasconde appena fatta la curva?

La paura del successo è subdola. Raramente la riconosciamo perché sembra assurdo: chi avrebbe paura di riuscire?

Eppure è reale. Perché il successo comporta cambiamento, visibilità, responsabilità. Comporta lasciare andare l’identità di chi “ce la sta provando” per abbracciare quella di chi “ce l’ha fatta”. E questo spaventa.

Di fronte a questa nuova ricerca di equilibrio, gli atteggiamenti che puoi avere sono fondamentalmente due: procrastinare o sfidarti.

Primo atteggiamento: Procrastinare

C’è chi si ferma molto, troppo, troppissimo tempo nell’incertezza.

Questa persona porta dentro di sé continuamente il bisogno di conferme e garanzie prima di muoversi. Deve sentire che la cosa in questione sia una decisione “buona”, “giusta”, “sicura” prima di agire.

Quando la prudenza diventa paralisi

Fermarsi per raccogliere opinioni dall’ambiente esterno è saggio. Fare ricerche, chiedere consigli, valutare pro e contro è intelligente.

Ma dipendere solo da conferme esterne è follia.

Perché quelle conferme:

  • Arrivano da persone che non sono tu, che non hanno il tuo sentire
  • Sono influenzate dalle paure e dai limiti altrui
  • Non sono necessariamente “ecologiche” per te, ovvero non rispettano il tuo sistema di valori e bisogni
  • Ti tengono legata a ciò che è conosciuto e approvato, impedendoti di scoprire il tuo vero sé

Esempio pratico

Vuoi aprire la tua attività. Chiedi consigli a:

  • Tuo padre, che ha sempre lavorato come dipendente e vede l’imprenditoria come un rischio
  • Tua sorella, che è appena stata licenziata e vive nell’insicurezza
  • Il tuo compagno, che ha paura che tu non abbia più tempo per lui

Queste persone, per quanto ti amino, ti daranno conferme filtrate dalle loro paure. Non dalla tua verità.

Cosa cela la procrastinazione

Questa continua incertezza, spesso confusa con il desiderio di conoscere in modo approfondito o con l’essere una persona molto precisa e scrupolosa, nasconde un grande pericolo: il lento, inesorabile processo della procrastinazione.

E procrastinare significa fermarsi o muoversi molto lentamente mentre le altre persone attorno si muovono velocemente.

Il rischio? Ritrovarti a un certo punto ad avere più rimpianti di cose non fatte che di decisioni sbagliate.

Perché le decisioni sbagliate si possono correggere. I rimpianti per ciò che non hai mai tentato ti inseguono per sempre.

Il 50% è consapevolezza, il 50% è azione

La risposta migliore è capire che dietro la ricerca smodata di conferme si cela proprio l’incertezza. Questa fragilità molto sottile, molto umana.

E una volta riconosciuta, diventa evidente a te stessa. Visibile.

Si dice che il 50% della strada verso il cambiamento è la consapevolezza. L’altro 50% è sapere cosa fare dopo.

La consapevolezza senza azione è solo filosofia. L’azione senza consapevolezza è solo attivismo vuoto.

La via d’uscita: fiducia e compassione

La migliore via d’uscita per uscire da questa fase di stallo e iniziare a progredire?

Fiducia e amore – inteso come compassione verso te stessa.

Cosa significa concretamente?

Meno durezza con te stessa

Smetti di trattarti come un’impiegata inefficiente. Smetti di criticarti per ogni esitazione, per ogni dubbio, per ogni passo indietro.

Trattati come tratteresti la tua migliore amica: con pazienza, incoraggiamento, comprensione.

Prenditi più seriosamente, non seriamente

C’è una differenza sottile ma potente:

Prenderti seriamente = Rispettare i tuoi sogni, i tuoi bisogni, le tue intuizioni. Dare peso alle tue emozioni e ai tuoi desideri.

Prenderti seriosamente = Drammatizzare ogni cosa, essere rigida, non concederti errori, vivere con il peso di aspettative irrealistiche.

La prima ti dà potere. La seconda ti paralizza.

La Frase che cambia tutto

Cerca di fare tua questa frase:

“Per il semplice fatto che esiste, è perfetto.”

Anche tu. Per il semplice fatto che esisti, sei perfetta così come sei. Con i tuoi dubbi, le tue paure, le tue incertezze.

Non devi essere diversa per meritare di provarci. Sei già abbastanza.

Lo so, non è sempre semplice crederci. Ma è la verità.

Ascolta i tuoi Maestri Interiori

Quando arriva il momento di buttarti nella decisione che scegli, ricorda che hai già con te i migliori consiglieri possibili.

Il corpo, la pancia e soprattutto il cuore sono i tuoi maestri. Ti porteranno sempre a fare la scelta migliore per te stessa.

Non quella più sicura. Non quella più approvata. Non quella più logica.

La scelta più vera.

Come ascoltarli praticamente

Il corpo: Quando pensi a una decisione, dove senti tensione? Dove senti espansione? Il corpo non mente mai.

La pancia: Hai mai sentito quella sensazione di “stringimento” allo stomaco quando qualcosa non va? O quella leggerezza quando sai che è la strada giusta? Quella è la tua pancia che parla.

Il cuore: Chiudi gli occhi. Porta l’attenzione al centro del petto. Respira lì. E chiedi: “Cosa vuole davvero il mio cuore?” Ascolta la prima risposta che emerge, senza censure.

Ricorda le parole di Goethe

Ognuno vede nel mondo ciò che porta nel cuore.”

Se porti paura, vedrai ostacoli ovunque. Se porti fiducia, vedrai possibilità. Se porti amore, vedrai opportunità di crescita anche negli errori.

Secondo atteggiamento: Sfidarsi

Ma c’è anche chi, nell’incertezza, sceglie di buttarsi e sfidarsi. Insomma esce dalla sua zona di comfort!

Questa persona sceglie di ascoltare di più quella parte che crede in se stessa, nelle sue possibilità e nella sensazione che, in un modo o nell’altro, ce la farà.

Ti è mai capitato?

Ti è mai capitato di fare qualcosa o dover prendere una decisione importante che si è rivelata giusta per te, nonostante il contesto e le persone attorno te lo avessero sconsigliato?

Forse hai:

  • Lasciato un lavoro stabile per inseguire un sogno
  • Interrotto una relazione che tutti pensavano perfetta
  • Cambiato città contro il parere della famiglia
  • Avviato un progetto che sembrava folle

Se quella cosa è arrivata a te, è perché serve per la tua evoluzione personale. Fa parte del tuo disegno di vita.

Percorrila. Metti la tua passione, il tuo entusiasmo e vai avanti per il tuo sogno.

Spezzare le catene

Mi ricordo quando al liceo studiavo filosofia. Una frase di Marx in particolare mi colpì profondamente:

“Non si ha altro da perdere se non le catene.”

Questa frase mi ha sempre spronato a buttarmi nelle occasioni che potevano sembrare assurde o pazze. A spezzare le catene che mi tenevano inchiodata in situazioni che non mi appartenevano più.

E se mi guardo ora indietro, non posso che ringraziare ogni volta che ho scelto di sfidarmi invece che procrastinare.

Quali sono le tue catene?

Fermati un momento. Quali catene ti tengono inchiodata dove sei ora?

  • La paura del giudizio altrui?
  • Il bisogno di approvazione?
  • La dipendenza economica?
  • La convinzione di non essere abbastanza?
  • Il timore di restare sola?
  • L’idea che “a una certa età non si cambia più”?

Sono solo catene mentali. E puoi spezzarle. Oggi stesso, se vuoi.

La peggiore delle sofferenze

Paulo Coelho ha scritto:

“Aspettare è doloroso. Dimenticare è doloroso. Ma non sapere quale decisione prendere è la peggiore delle sofferenze.”

Questa sofferenza dell’indecisione ti consuma dall’interno. Ti toglie energia vitale. Ti tiene sospesa in un limbo dove non vivi pienamente né una strada né l’altra.

È un’agonia lenta.

Il Coraggio dell’Imperfezione

E quindi ti auguro di cuore, in questi momenti d’incertezza, di:

Prendere un bel respiro profondoAvere un pizzico di follia (quella sana, che apre porte) ✨ Buttarti nella meraviglia della vita per renderla davvero incredibile e straordinaria

Non aspettare di essere pronta. Non aspettare il momento perfetto. Non aspettare la conferma definitiva.

Buttati imperfetta. Buttati incerta. Buttati con le ginocchia che tremano.

Ma buttati.

Quando ti ritrovi davanti a un bivio

La prossima volta che ti trovi davanti a una scelta importante, prova a fermarti un momento.

Osserva quale comportamento sta prendendo il sopravvento:

Stai procrastinando?

  • Stai cercando l’ennesima conferma esterna?
  • Stai aspettando che le condizioni siano perfette?
  • Stai raccogliendo informazioni all’infinito senza mai agire?
  • Stai usando la “prudenza” come scusa per la paura?

O ti stai sfidando?

  • Stai ascoltando la voce del tuo cuore più che quella della paura?
  • Stai valutando il rischio ma sei disposta ad accettarlo?
  • Stai sentendo l’eccitazione dietro la paura?
  • Stai immaginando chi potresti diventare dall’altra parte di questa scelta?

Una risposta (e una domanda)

La verità è che non esiste una risposta giusta universale. Ci sono momenti in cui fermarsi è saggezza. E momenti in cui buttarsi è coraggio.

La vera domanda non è “qual è la scelta giusta?”.

La vera domanda è: “Quale scelta mi fa sentire più viva?”

Quella che ti fa sentire piccola, controllata, al sicuro ma soffocata? O quella che ti spaventa ma ti elettrizza, che ti fa sentire espansa, che ti fa brillare gli occhi quando ci pensi?

Il tuo corpo, la tua pancia, il tuo cuore sanno già la risposta.

Devi solo avere il coraggio di ascoltarli.

E poi, con un bel respiro e un pizzico di follia, scegliere.

Il regalo dell’incertezza

L’incertezza non è una punizione. È un invito.

Un invito a conoscerti più profondamente. A scoprire di cosa sei capace. A espandere i tuoi confini. A fidarti di te stessa anche quando non hai tutte le risposte.

Ogni momento di incertezza è una porta verso una versione più autentica di te.

La domanda è: attraverserai quella porta procrastinando, trascinando i piedi, guardandoti indietro ogni due passi?

O la attraverserai sfidandoti, con il cuore che batte forte, con la sensazione elettrizzante che la tua vita sta per cambiare?

La scelta, come sempre, è tua.

E qualunque cosa tu scelga, ricorda: sei già abbastanza coraggiosa per essere arrivata fin qui.

Di fronte al prossimo bivio, cosa sceglierai? Procrastinare o sfidarti? La risposta che dai a questa domanda definisce non solo la tua prossima mossa, ma chi scegli di essere.

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