depurazione professionale
Depurazione Professionale: Quando il Lavoro Ti Intossica l’Anima

Come ho trasformato il mio burnout in un nuovo modo di lavorare (e perché anche tu potresti aver bisogno di una depurazione professionale)

Depurazione professionale: perché è il momento di disintossicare la tua carriera e agenda

Gennaio. Il mese dei buoni propositi, delle diete detox, delle tisane depurative.

Scrolli Instagram e vedi solo consigli su come eliminare tossine dal corpo: bevi più acqua, elimina zuccheri, fai digiuni intermittenti, depura il fegato.

E va benissimo. Il corpo ha davvero bisogno di pulizia stagionale.

Ma c’è un tipo di intossicazione di cui nessuno parla.

Un’intossicazione silenziosa, sotterranea, che non si vede nelle analisi del sangue ma che ti consuma dall’interno giorno dopo giorno.

L’intossicazione professionale.

Quella sensazione che qualcosa, nel tuo modo di lavorare, non va. Che stai tradendo te stessa. Che ogni sera torni a casa con un peso che non è solo stanchezza fisica, ma qualcosa di più profondo.

Io l’ho vissuta. E quasi mi ha distrutta.

Ma poi ho capito che anche il lavoro – esattamente come il corpo – ha bisogno di depurazione.

Questa è la mia storia di detox professionale. E forse, leggendola, riconoscerai qualcosa anche della tua.

I 5 Segnali Che Hai Bisogno di un Detox Professionale

Prima di raccontarti il mio percorso, voglio darti uno strumento pratico.

Come naturopata, so che il corpo ci manda segnali quando qualcosa non va. Lo stesso vale per il lavoro.

Ecco i 5 segnali che indicano che hai bisogno di un detox professionale:

1. Ti svegli già stanca (e non è solo il sonno)

Dormi 7-8 ore, ma la mattina apri gli occhi già esausta al pensiero della giornata lavorativa.

Non è stanchezza fisica. È resistenza psicologica.

Il tuo corpo sta usando energia per combattere qualcosa che non vuole fare.

2. Fai cose che non racconteresti con orgoglio

Se qualcuno ti chiedesse “cosa hai fatto oggi al lavoro?”, ci sono cose che ometteresti. Non per segreto professionale, ma per vergogna.

Hai usato metodi che non ti rappresentano. Hai detto cose in cui non credi. Hai fatto finta di essere qualcun altro.

3. Ti senti “svuotata” dopo certe interazioni lavorative

Dopo una telefonata di lavoro, una riunione, una trattativa, senti il bisogno di “lavarti via” qualcosa o ti fiondi a mangiare cibo in modo compulsivo.

Hai la sensazione di aver tradito te stessa, anche se tecnicamente “hai fatto il tuo lavoro”.

4. Giustifichi continuamente (“Ma devo pur lavorare”)

Ogni volta che qualcuno ti chiede come va il lavoro, la tua risposta inizia con “Bene Ma”, “Però”, “Sì, ma”.

Sei in modalità difesa costante. Perché dentro di te sai che qualcosa non va.
Spesso tendiamo a minimizzare, ma quello che sentiamo ha un nome preciso. Le istituzioni stesse, come l’INAIL nel suo approfondimento sullo stress lavoro-correlato, sottolineano come l’equilibrio psicofisico sia fondamentale per la sicurezza e la salute di ogni professionista

5. Il corpo ti manda segnali (che ignori)

Mal di testa frequenti. Tensioni muscolari. Problemi digestivi. Disturbi del sonno. Ansia.

E nel mio caso: tre fratture in sei mesi.

Il corpo non mente. Se gli dai costantemente qualcosa che lo intossica (anche se non è cibo), prima o poi ti presenta il conto.

Ti riconosci in almeno 3 di questi segnali?

Allora forse è arrivato il momento del tuo detox professionale.
Quando il corpo parla, conviene subito capirne il suo linguaggio (L’Amigdala: il ponte tra emozioni e corpo nel tuo Ben-Essere)

La Mia Storia: Dal Burnout alla Rinascita

Come tutto è iniziato: 2012-2019

Nel 2012 ho iniziato seriamente a lavorare con il network marketing nel settore della cosmesi naturale.

Ero entusiasta. Finalmente un lavoro che:

  • Mi permetteva flessibilità per i miei 3 figli
  • Parlava di prodotti naturali in cui credevo (“Inci a prova di Scarabelli” era il mio motto!)
  • Poteva crescere nel tempo
  • Nessuno poteva togliermi questo lavoro

Per anni è andato bene. Eventi in presenza, relazioni vere, donne che si aiutavano a vicenda.

Non vendevo prodotti. Condividevo una passione.

Il punto di svolta: 2020-2022

Poi è arrivato il lockdown.

Improvvisamente tutto doveva essere online. E con l’online sono cambiati anche i metodi.

“Invita di più”. “Fai numeri”. “Non mollare mai”. “Insisti”.

L’approccio è diventato sempre più aggressivo. E io, come tante, mi sono adattata. “Bisogna stare al passo”, no?

Ma qualcosa dentro di me si stava spezzando.

Mi ritrovavo a:

  • Rincorrere persone che non erano interessate
  • Insistere quando percepivo chiaramente un no
  • Vendere invece che condividere
  • Fare numeri invece che relazioni

Non ero più io.

E la cosa peggiore? Cercavo di convincermi che fosse “normale”, che “così funziona”, che “devo adattarmi”.

Ma il corpo la pensava diversamente.

Il messaggio del corpo: 2022

Tre fratture in sei mesi.

La prima, pensai: che stai combinando!. La seconda: guarda che il messaggio è chiaro. La terza: ok, è tempo di cambiare concretamente.

Vuoi sapere qual era il messaggio che il mio corpo mi stava urlando? “Basta. Se continui a tradirti, ti romperai completamente.”

Avevo costruito una vita cercando coerenza – famiglia, valori, scelte difficili ma autentiche.

E ora stavo lavorando in un modo che mi stava avvelenando l’anima. Ma non perchè le persone erano “cattive” ma perchè il mondo e il sistema richiedeva questo in quel momento.

Il Detox Professionale: Come L’ho Fatto

Step 1: Mi sono fermata (davvero)

Non ho “rallentato”. Mi sono fermata completamente.

Ho continuato a usare i prodotti (perché mi piacciono molto e voglio solo cose sane per me). Ho continuato a seguire le clienti che avevo (perché la relazione contava).

Ma ho smesso di fare recruiting. Ho smesso di inseguire.

E mi sono chiesta: “Cosa vorrei davvero fare?”

Step 2: Sono tornata a me stessa

Ho fatto una domanda potente: “Quando ero bambina, cosa sognavo di diventare?” Se vuoi approfondire il lavoro dei sogni, leggi questo articolo.

Non avvocato, non manager. Sognavo di aiutare le persone a stare meglio.

Così ho studiato naturopatia per tre anni. Non per cambiare lavoro. Ma per dare forma ufficiale a quei 25 anni di studio continuo nel benessere naturale che da sempre mi hanno mantenuta viva e appassionata.

E soprattutto: per ritrovare la mia gioia.

Step 3: Ho ridefinito le mie regole

Quando sono tornata, ho deciso che avrei lavorato solo con:

✓ Prodotti in cui credo davvero Freschi, naturali, sostenibili. Ringana rispetta questi criteri dopo 13 anni di test sul campo.

✓ Metodi che mi rispettano No vendita aggressiva. No rincorrere. No numeri a tutti i costi. Solo condivisione autentica.

✓ Persone che condividono i miei valori Non tutti. Solo chi risuona. E va benissimo così.

✓ Un’azienda etica Che rispetta ambiente, persone, trasparenza. Nei fatti, non solo nelle parole.

Step 4: Ho integrato tutto

Oggi non sono “naturopata” da una parte e “networker” dall’altra.

Sono una professionista che ha integrato tutto:

  • 25+ anni di formazione nel benessere naturale
  • 13 anni di esperienza nel network marketing
  • Competenza naturopatica ufficiale
  • Un metodo etico e rispettoso

Ho scelto un progetto “fresco” e pulito, proprio come i prodotti che uso.

Cosa Significa Davvero “Depurazione Professionale”

Non significa necessariamente cambiare lavoro.

Significa pulire il tuo modo di lavorare da tutto ciò che ti intossica.

Può significare:

Opzione 1: Cambiare approccio (stesso lavoro, metodo diverso)

Magari il lavoro in sé ti piace, ma il MODO in cui lo fai no.

Esempio:

  • Sei nel network marketing ma odi i metodi aggressivi → cambi strategia
  • Sei dipendente ma odi l’ambiente tossico → cerchi stesso ruolo, azienda diversa
  • Sei libera professionista ma odi il precariato → strutturi meglio la tua attività

Opzione 2: Aggiungere qualcosa di tuo (progetto parallelo)

Mantieni il lavoro principale ma aggiungi qualcosa che ti rappresenta davvero.

Esempio:

  • Lavoro dipendente + consulenze nel tuo campo di passione
  • Professione tradizionale + network marketing etico part-time
  • Impiego fisso + blog/attività creativa che ti nutre

Opzione 3: Cambiare completamente (e ripartire con coraggio)

A volte serve una svolta radicale. E no, non sei “troppo vecchia”.

Io ho ricominciato  ai 50 anni. E funziona.

Opzione 4: Restare ma con confini chiari

A volte non puoi cambiare (motivazioni economiche, familiari, ecc.).

Ma puoi mettere confini chiari:

  • “Questo lo faccio, questo no”
  • “Fino a qui arrivo, oltre no”
  • “Accetto questo, ma non quest’altro”

Non è debolezza. È igiene mentale.

I 3 Pilastri del Lavoro “Pulito”

Dopo questo percorso, ho capito che un lavoro “pulito” (che non ti intossica) si basa su 3 pilastri:

1. COERENZA

Ciò che fai è allineato con ciò che credi.

Non devi mai dire “Lo faccio per soldi ma non ci credo”.

Se consigli benessere naturale, non puoi lavorare per un’azienda inquinante. Se parli di etica, non puoi usare metodi manipolativi. Se parli di dignità, non puoi accettare di essere trattata senza dignità.

La coerenza non è negoziabile.

2. RISPETTO

Il lavoro ti rispetta. E tu rispetti te stessa facendolo.

Rispetto significa:

  • Compenso adeguato al valore che porti
  • Orari e carichi sostenibili
  • Relazioni professionali sane
  • Nessuna richiesta di “tradire chi sei”

Se devi rinunciare a te stessa per avere successo, quello non è successo.

3. SOSTENIBILITÀ

Puoi farlo per anni senza bruciarti.

Un lavoro sostenibile:

  • Non ti esaurisce fisicamente
  • Non ti svuota emotivamente
  • Non ti obbliga a sacrificare tutto il resto
  • Ti permette di crescere senza distruggerti

Se ogni sera torni a casa distrutta, qualcosa va cambiato.

Depurazione Professionale: La Guida Pratica

Ok, ti riconosci. Senti che hai bisogno di un detox professionale.

Da dove inizi?

FASE 1: Diagnosi (1-2 settimane)

Esercizio pratico:

Per 2 settimane, ogni sera, scrivi su un quaderno:

  1. Cosa hai fatto oggi che ti ha fatto sentire bene?
  2. Cosa ti ha fatto sentire “sporca” o fuori posto?
  3. Se oggi fosse il tuo ultimo giorno di lavoro, cosa ti mancherebbe davvero?

Alla fine delle 2 settimane, rileggi tutto. I pattern sono chiari.

FASE 2: Identificazione tossine (1 settimana)

Fai una lista di ciò che ti intossica nel tuo lavoro:

Persone tossiche: Chi ti fa sentire sempre inadeguata, chi ti svaluta, chi ti usa.

Metodi tossici: Quali pratiche ti fanno sentire manipolativa, disonesta, fuori posto.

Ambienti tossici: Luoghi fisici o virtuali dove ti senti sempre in tensione.

Credenze tossiche: “Devo soffrire per guadagnare”, “Il lavoro è per forza una fatica”, ecc.

FASE 3: Piano di depurazione (1 mese)

Per ogni tossina identificata, scegli:

A) ELIMINARE (se possibile) Smetti di fare quella cosa, di frequentare quella persona, di usare quel metodo.

B) RIDURRE (se non puoi eliminare) Limita al minimo indispensabile.

C) PROTEGGERE (se devi conviverci) Metti confini chiari, impara a dire no, non assorbi tutto.

D) SOSTITUIRE (crea alternative) Trova modi diversi di fare la stessa cosa, ma che ti rispettano.

FASE 4: Ricostruzione (3-6 mesi)

Ora che hai fatto spazio, cosa ci metti?

Cosa vuoi costruire:

  • Quali valori vuoi che il tuo lavoro rispecchi?
  • Come vuoi sentirti ogni sera tornando a casa?
  • Quali persone vuoi intorno professionalmente?
  • Quale impatto vuoi avere?

Azioni concrete:

  • Cerchi lavoro allineato ai tuoi valori
  • Cambi approccio nel lavoro attuale
  • Aggiungi progetto parallelo
  • Formi/aggiorni competenze per cambiare

FASE 5: Mantenimento (continuo)

Il detox professionale non è “una volta e via”.

È igiene costante.

Ogni 3 mesi, chiediti:

  • Sto ancora lavorando in modo allineato a me?
  • Ci sono nuove tossine che si sono infiltrate?
  • Devo aggiustare qualcosa?

Trattalo come la skincare: routine costante, non intervento d’emergenza

Le Domande Difficili (E Le Risposte Oneste)

“Ma io non posso cambiare lavoro, ho famiglia da mantenere”

Lo capisco. Non tutti possono permettersi di mollare tutto.

Ma puoi:

  • Cambiare COME lavori (metodo, approccio)
  • Aggiungere qualcosa che ti nutre (progetto parallelo)
  • Mettere confini chiari (proteggerti meglio)
  • Prepararti per un cambiamento futuro (formazione, piano B)

Depurazione non è sempre rivoluzione. A volte è evoluzione.

“Ho 50 anni, sono troppo vecchia per ricominciare”

Io ho ricominciato ai 50. E ti dico: l’età è un vantaggio.

Hai:

  • Esperienza (sai cosa funziona e cosa no)
  • Saggezza (non caschi in trappole da principiante)
  • Chiarezza (sai cosa vuoi davvero)
  • Credibilità (le persone si fidano di chi ha vissuto)

Non sei troppo vecchia. Sei più attrezzata.

“Ma devo pur guadagnare, non posso pensare solo ai valori”

Giusto. I valori non pagano le bollette.

Ma c’è una differenza tra:

  • “Faccio un lavoro che non amo ma che rispetta chi sono”
  • “Faccio un lavoro che mi avvelena l’anima ogni giorno”

Puoi guadagnare E rispettarti. Non sono mutualmente esclusivi.

“E se poi non funziona il cambiamento?”

Allora torni indietro. O aggiusti.

Ma sai cosa è peggio del “tentare e fallire”?

Rimanere in una situazione tossica per altri 10-20 anni.

Il fallimento che fa più male è quello di non aver mai provato.

Il Mio “Dopo”: Come Lavoro Oggi

Oggi lavoro in un modo che mi sembra finalmente pulito, fresco, integro.

Cosa faccio concretamente:

Consulenze naturopatiche personalizzate

Ogni donna è unica. Ogni pelle è diversa. Lavoro 1-1, con attenzione vera.

Eventi mensili “Aperitivo del Benessere”

Piccoli gruppi di donne che si incontrano, parlano, si conoscono. No vendita aggressiva, solo condivisione.

Collaborazioni nel network marketing etico

Lavoro con Ringana (13 anni di esperienza) ma in modo completamente diverso.

Non rincorro nessuno. Non insisto. Non uso tecniche manipolative.

Condivido il mio percorso. Chi risuona, arriva. Chi no, va benissimo così.

Formazione continua

Studio sempre. Perché la competenza vera è in evoluzione costante.

Non è perfetto.

Ci sono giorni difficili. Ci sono dubbi. Ci sono sfide economiche.

Ma è MIO.

E quando la sera torno a casa, non ho quella sensazione di “sporco” addosso.

Non devo lavarmi via niente.

Sono pulita. Integra. Coerente.

E questa differenza vale tutto.

Conclusione: Il Tuo Detox Professionale

Se sei arrivata fin qui, probabilmente qualcosa in questo articolo ha risuonato.

Forse ti sei riconosciuta nei segnali. Forse hai pensato “anche io mi sento così”. Forse ti sei detta “io non posso, ma vorrei”.

Ascolta quella voce.

Non devi fare una rivoluzione domani mattina.

Ma puoi iniziare a chiederti:

“Di cosa ha davvero bisogno il mio benessere professionale?”

Non “cosa devo fare per guadagnare di più”. Non “cosa si aspettano gli altri da me”.

“Cosa mi fa sentire pulita, integra, rispettata?”

E poi, passo dopo passo, inizia a muoverti in quella direzione.

Gennaio è il mese perfetto per questo tipo di pulizia.

Non solo tisane detox (che vanno bene).

Ma anche: detox da tutto ciò che ti fa sentire fuori posto nel tuo lavoro.

Il tuo corpo te ne sarà grato. La tua anima te ne sarà grata. Il tuo futuro te ne sarà grato.

Vuoi Parlarne?

Se senti che è arrivato il momento del tuo detox professionale, ma non sai da dove iniziare, scrivimi.

Posso aiutarti a:

  • Identificare le tue “tossine professionali”
  • Capire cosa è davvero allineato a te
  • Costruire un piano concreto (non solo teoria)
  • Trovare alternative etiche e sostenibili

📩 Contattami: berenice.scarabelli@gmail.com
📸 Seguimi su Instagram: https://www.instagram.com/berenice_scarabelli/
💚 Prima consulenza gratuita per chi vuole esplorare il tema con me. Contattami

Non sei sola in questo percorso.

E no, non sei “esagerata” se senti che qualcosa non va.

Ascoltati. Depurati. Rinasci.

Il lavoro che rispetta chi sei esiste.

A volte va costruito. Ma esiste.

💚

Berenice Scarabelli Naturopata | Consulente Bellezza Naturale | Network Marketing Etico

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